Intervista ad Annarita Faggioni: copywriter, freelance e autrice.

Buongorno #Cartivori,
oggi ho l’onore e il piacere di presentarvi un’autrice che, oltre ad avere una grande passione per la sua scrittura, è anche copywriter e freelance. Vi va di conoscerla insieme a me?

 

 

I giovani sono sempre meno interessati alla cultura? Ma anche no. Ci sono under30 che riescono a gestire il “peso della cultura” con budget limitati e tanta inventiva. Un caso è quello di Annarita Faggioni, copywriter freelance e autrice. Nel suo romanzo di esordio c’è spazio un po’ per tutto, dai cambiamenti climatici fino alla società contemporanea, tutto con la chiave della fantascienza.
Il libro è edito con una collaborazione tra PubMe e il sito letterario dell’autrice, Il Piacere di Scrivere. Ecco come nasce questo romanzo e come si racconta la sua autrice.

 

1) Come nasce la tua passione per la scrittura?

 

Scrivere è una passione che mi porto dentro fin da bambina. Con il tempo, qualcosa è cresciuto dentro di me e non posso più farne a meno. Leggendo, guardando e scoprendo sempre cose nuove: così coltivo questa mia passione anche nel tempo libero.

 

2) Scrivi sia per lavoro che come autrice. Qual è la differenza?

 

Come copywriter, devo seguire quelli che sono gli obiettivi e la SEO, oltre alle esigenze del cliente e del suo utente. Da autrice, invece, posso far volare la mia fantasia. Sono due ambiti completamente diversi per me, due facce della stessa medaglia. Anzi, facciamo tre, considerato anche il sito letterario.

 

3) Raccontarsi: quanto di te c’è in questo nuovo libro?

 

In realtà, di me c’è poco. Non c’è un personaggio che mi somiglia o qualcosa del genere. Sta di fatto che questo libro mi salvò la vita e che, ancora oggi, riesce a sorprendermi e a sorprendere il lettore. Ci sono tante riflessioni. Poi, come sempre, inconsapevolmente si racconta sempre un po’ di sé.

 

 

Raccontarsi, volente o dolente, fa parte di chi scrive. Raccontarsi per raccontare qualcosa che è nel lettore. Di solito, l’autore scrive solo la base: sta al lettore “dire la sua”, con il suo carico di emozioni e vissuto.

 

4) Accetteresti mai la proposta di un editore tradizionale o pensi che, alla luce degli ultimi dati, l’editoria tradizionale sia ormai abbattuta da Amazon?

 

Non penso che l’editoria tradizionale sia morta. Penso che debba innovarsi. La piccola e media editoria lo sta già facendo. La strada del self-publishing mi ha dato tanto e non l’abbandonerò. Potrebbero esserci progetti dove, però, vorrò proseguire da self-publisher. Insomma, tutto dipende dal libro e dalla casa editrice. Amazon è l’ultimo dei problemi, un lettore non abituato il primo.

 

5) Parlaci del tuo “L’Ombra di Lyamnay”. Vedi altri progetti per il futuro?

 

“L’Ombra di Lyamnay”, edito per la prima volta nel 2015, è in seconda edizione dal 2017, grazie a una bella collaborazione, che ci consente di pubblicare autori esordienti fuori mercato, ma meritevoli di trovare lettori. Il romanzo è una storia ricca di dettagli e dai personaggi che non mancheranno di sorprendervi. Si possono amare, oppure odiare. In ogni caso, qualcosa nel vostro cuore non potrà che aprirsi.
Si scrive sempre, quindi c’è sempre qualche nuovo progetto nel cassetto. Questo libro, per esempio, ha ancora migliaia di strade da percorrere, in Italia e non solo.

 

 

Voi cosa pensate di ciò di cui abbiamo parlato con Annarita?

Non mi piace generalizzare e dire che ci sono pochi lettori in Italia perché conosco veramente tanti tanti bookblogger, bookstagrammer ecc… E sono tutti uno più fantastico dell’altro!

Quindi, FACCIAMOCI SENTIRE E CONTINUIAMO A LEGGERE *-*

 

 

 

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