Ecco a voi il nuovo viaggio della SEA WITCH di Helen Hollick – intervista

L’amore per la lettura non è qualcosa che si può imbrigliare o fermare tramite confini. Ama troppo volare libera per poi posarsi sui lettori incontrati e ammaliati. Questa è la storia di come la mia curiosità, grazie alla Catnip edizioni, è rimasta in volo così tanto da raggiungere Helen Holick, autrice delle storie della Sea Witch.

L’articolo partecipa a un blog tour organizzato dalla casa editrice in onore dell’uscita del terzo volume del racconto del capitano Jesamiah Acorne e la sua ciurma.

Pensate: ho avuto il piacere di intervistare autrice e capitano!

 

 

“Sciocco ragazzo. In che accidenti ti sei cacciato?” sussurrò. Quella ferita avrebbe dovuto aspettare, però, il braccio era più urgente.

“Serviranno dei punti?” chiese Jenna, stringendo il laccio quanto più possibile, andando poi a recuperare una scatola dalla credenza. Selezionò lunghi peli provenienti dalla coda di un cavallo, lasciandoli cadere in una ciotola di peltro che riempì poi con acqua bollente che versò da un bollitore fumante appena recuperato. Si chinò a prendere un ago dal cestino da cucito buttato a terra poco prima.

“Non ha un bell’aspetto,” commentò a Tiola, con un cenno al braccio maciullato di Jesamiah.

“Ha un pessimo aspetto,” rispose lei. “Avrò bisogno di tutte le mie abilità per riuscire a salvare il braccio, penso.”

“Be’, è nelle mani di Dio adesso.”

Tiola le gettò uno sguardo con un sorriso affettuoso. Non aveva alcuna fede in una religione specifica, né per un Dio in particolare; come sempre non fece però alcun commento, a eccezione di, “E nelle mie, Jenna. E nelle mie.”

 

Sea Witch, Il primo viaggio di Capitan Jesamiah Acorne

Helen Hollick

 

1. Salve Helen, vorrei ribadire quanto io sia felice di poterla intervistare presso il mio blog, grazie di aver accettato! È la prima volta che mi capita di parlare di un’autrice non italiana e l’emozione è forte… Come ci si sente a sapere che la propria storia è arrivata così lontano? Ha attraversato quell’oceano tanto caro alla ‘Sea Witch’?

Salve – è un vero piacere essere qui a ‘chiacchierare’ con te! Sono, ovviamente, deliziata all’idea che Capitan Acorne sia riuscito a navigare nel Mediterraneo, che abbia mollato l’ancora da qualche parte lungo la costa italiana, e che da lì si sia avventurato a terra! Incontrare la ciurma di Catnip Edizioni, blogger come te e tantissimi meravigliosi lettori – è tutto molto eccitante!

 

 

2. Scrivere, come dice lei stessa in una lettera che la Catnip Edizioni ha pubblicato nel suo sito,

<<… può essere un’occupazione piuttosto sciocca. Lavoro solitario […]>>

 Che cosa la porta a scrivere le sue storie? A non lasciare che si perdino tra i suoi pensieri o le sue riflessioni, ma diventino racconti da condividere con noi lettori?

Be’, scrivere è compulsivo. A me (e alla maggioranza degli autori) sorge un’idea per una trama o un personaggio, e queste si espandono, diventano più grandi, diventano reali. Poi la storia (o proprio i personaggi stessi!) continuano a turbarci la mente sino a quando non ci mettiamo davvero a scrivere. Il mio pirata, Jesamiah, si lamenta in continuazione, in un angolo della mia mente, e mi chiede di smetterla di perdere tempo con altra roba e di sbrigarmi a scrivere il suo prossimo Viaggio.

 

 

3. Da cosa nasce la necessità di scrivere proprio una storia di pirati? Come sono nati i personaggi che popolano la sua storia?

È iniziato tutto molti anni fa, quando vidi il primo film dei Pirati dei Caraibi per la prima volta. (L’ho guardato molte altre volte da allora!) Il film, storicamente parlando, è completamente privo di senso, ma lo adorai, era incredibilmente divertente. Mi è sempre piaciuto leggere, quindi ho continuato studiando la storia della pirateria, e ho cercato alcuni romanzi per adulti che potessero somigliare al film – avventure entusiasmanti che avessero come protagonista un affascinante canaglia di un pirata e un tocco di fantasy in aggiunta.

Ho trovato moltissimi romanzi nautici ‘seri’ (Patrick O’Brian, C.S. Forrester, e altri) e molti libri per giovani adulti, L’isola del tesoro (naturalmente!), Pirate di Celia Rees. I libri per giovani adulti, però, non hanno quel piccolo ‘extra’ di contenuto davvero per adulti, e i romanzi nautici ‘seri’ tendono a essere indirizzati a un pubblico maschile – e i personaggi femminili stanno parecchio in disparte.

Volevo leggere di una protagonista femminile forte tanto quanto il protagonista maschile – degli alti e bassi di una relazione adulta, tanto quanto volevo leggere delle scene piratesche e nautiche. Non riuscii a trovare il libro che volevo leggere – e così l’ho scritto io stessa. Il risultato è stato Sea Witch.

 

 

4. Una domanda forse un po’ tecnica, quando si mette a scrivere lo fa di getto, lascia che lettera dopo lettera, frase dopo frase, le pagine delle avventure della Sea Witch’ prendano vita o usa un metodo più strutturato pieno di appunti e post it magari sparsi ovunque?

Come vive il suo essere scrittrice?

 

Dovrei suonare molto professionale e rispondere “Ma certo, scrivo secondo una tabella di marcia precisa, ho pagine di annotazioni e post-it ovunque”… Be’, io scrivo di pirati, e i pirati non sono mai onesti! (risata)

Ho davvero molti libri di ricerche e un sacco di annotazioni riguardanti i fatti storici del periodo (gli inizi del 18esimo secolo) e molti libri e annotazioni sul come navigare in nave e sulle navi stesse. (Non sono però mai stata a bordo di una nave in movimento in tutta la mia vita – il massimo che ho raggiunto è stato un tour sulla Cutty Sark, un altro sulla HMS Victory, e l’essere co-proprietaria di una piccola barca a remi!). Ma per quanto riguarda il resto – me lo invento man mano che vado avanti. Ho scene e idee nella mia mente, un’idea abbozzata di una trama di base, ma non appena comincio a scrivere, i personaggi (soprattutto Jesamiah) prendono il sopravvento, e mi ritrovo a scrivere scene e dialoghi mentre appaiono nella mia mente.

Scrivere, sfortunatamente, spesso passa in secondo piano, perché la promozione dei miei libri ha la precedenza: è splendido che i miei libri siano disponibili su Amazon, ma ci sono migliaia (possibilmente milioni!) di altri libri su quello stesso sito – come potrebbero fare i miei lettori a notarmi? La risposta è attraverso un duro lavoro sui social network. (E apparire su blog come questo, per esempio!)

 

 

 

5. E ora veniamo al vero motivo per cui siamo qui, l’uscita in Italia, grazie alla Catnip Edizioni, del terzo volume della sua storia dal titolo: In Tempesta – Il Terzo Viaggio di Capitan Jesamiah Acorne’, quando ha iniziato a scrivere il primo romanzo sapeva già che ne avrebbe scritti altri?

Oh no, niente affatto! Pensavo che Sea Witch sarebbe stato un piccolo libro auto-conclusivo, divertente da scrivere e da leggere. L’ho scritto in circa tre mesi, scrivendo quasi senza sosta per tutti i giorni durante un inverno – compreso il giorno di Natale. La storia mi è semplicemente scivolata fuori, e per quando ho finito la prima bozza, mi sono resa conto di essermi completamente innamorata di Jesamiah, quindi ho dovuto scrivere per lui un altro Viaggio – e poi un altro – e poi un altro ancora…

 

 

 

 

6. Mi piacerebber per concludere questa intervista, fare un gioco con lei. Si metta per un attimo, come ha fatto per tutta la scrittura, nei panni del capitano Jesamiah Acorne e provi a rispondere alla prossima domanda come se fosse lui. È una cosa che faccio spesso nel mio blog, sia a me che a miei seguaci lettori pare molto interessante!

Buon dì a voi! [si rimuove il cappello tricorno, si esibisce in un inchino] Tecnicamente, non sono più un pirata, avendo firmato con il mio nome nel Libro dell’Amnistia del Governatore Woodes Rogers, e ciò vuol dire che se dovessi tornare alla pirateria, verrei impiccato senza processo e senza domande. Tuttavia, sembra che io mi impicci in ancor più guai ora che non sono un pirata!

Svariata gente (come Rogers, o come Governatore Alexander Spotswood della Virginia) sembra pensare che io sia la persona adatta ad aiutarli quando hanno bisogno di sistemare qualche situazione disperata. Io continuo a dir loro di non essere una spia, o di non essere un cacciatore di pirati… ma nessuno sembra ascoltarmi, né credermi! Voglio dire, prendete gli eventi di In Tempesta, tutto ciò che desideravo davvero era tenere la mia donna, Tiola, al sicuro, ma sono finito nei pasticci con lei, nei pasticci con la mia ex amante Alicia Mereno, nei pasticci con Governatore Spotswood, e, la cosa più allarmante di tutti, nei pasticci con Edward Teach – Barbanera in persona!

Francamente, la vita era molto meno pericolosa quando navigavo i mari come pirata! Tutto ciò che desidero è la libertà di portare la mia nave dove, quando e come voglio io con la donna che amo, e sotto la mia legge.

Ma non possiamo sempre ottenere ciò che vogliamo, non è così?

 

 

Si conclude qui, purtroppo, l’avventura di questa emozionante intervista, ho avuto per me l’autrice e il capitano di una vera nave pirataLa Sea Witch sarà presto mia, così potrò parlarne ancora e questa volta farvi compagnia con la mia recensione.

Ringrazio la Catnip edizioni per avermi coinvolto in questo splendido progetto e l’autrice per essersi prestata a rispondere alle mie domande, persino quando le ho chiesto di mettersi per me nei panni del suo protagonista, il capitano Jesamiah Acorne! 

Vi lascio con il banner ufficiale del blog tour per permettere a chi è curioso come me di seguire passo dopo passo quest’insieme di tappe tutte nate per parlarci di Helen Hollick e la sua fantasia piratesca…

 

 

 

Precedente 'Intrecci del sogno' di Saverio Tesolato - recensione Successivo 'Solo un altro giorno' di Wallie - recensione

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.