‘Vecchio circo Zanin’di Riccardo Zanin – recensione

Che cos’è per voi il circo, libromani tanosi?
Un posto di felicità, di allegria o la casa di stranezze che non hanno trovato altro posto se non in un tendone di fattezze smisurate?

Riccardo Zanin – già ospite della Tana con la sua prima raccolta di poesie ‘Frammenti’ – torna a sorprendere il lettore con ‘Vecchio circo Zanin’ pubblicato con Eretica Edizioni.

Titolo: 'Vecchio circo Zanin'

Autore: Riccardo Zanin

Editrice: Eretica

Caratteristiche: cartaceo - 92 pRecensionep.

"Venite avanti signori sognanti, / di posti tranquilli ci sono per tutti. / Prego sedete se volete ascoltare / un matto che pare non abbia niente da fare". "Vecchio Circo Zanin" è una raccolta di poesie che accompagnerà i lettori in un colorato viaggio oltremondano. Tra i tanti personaggi del circo, tra i "diversi" che lo popolano e lo rendono vivo, sarà possibile trovare un pezzo di se stessi. Al termine del viaggio il lettore si sentirà cambiato e diverso.





Recensione Tanosa

‘Vecchio circo Zanin’ è un progetto ben più grande delle sue singole parti, delle sue particelle in poesia. È un insieme di pensieri, connessi e sconnessi, di rime, concetti scritti neri su bianco, un meccanismo che si sbilancia dalla mente di Riccardo Zanin e arriva al lettore.

Benvenuto caro spettatore, o spettatrice!
Mi presento: sono il gestore del Vecchio Circo Zanin. Se siete arrivati fin qui vuol dire che vi siete persi, tranquilli succede a tutti in questa strada…

Questi è l’invito che accoglie coloro che sfogliano il libro, che varcano il tendone e si fermano sugli spalti a osservare loro, le stranezze. Stranezze che poi non sono altro che persona come noi, solo diverse. Ma non è proprio questa la bellezza dell’umanità: essere diversi?

Nella raccolta troverete le parole del gestore del circo, delle stranezze in persona, di un pessimista sognatore, di una lapide anonima, di un uomo tatuato, di un divorziato, di un omosessuale, di drogati, di chi è senza un cuore… Di chi viene gettato ai lati della strada, calpestato, malmenato…

Riccardo Zanin con la sua poeticità li ha ascoltati, ha raccolto i loro pianti, gioie, lacrime di tristezza ma anche di affermazione, ha aperto la sua penna, chiuso il mondo fuori e trascritto i versi dettati dalla sua personale Musa.

Ho trovato, tra le altre cose, interessante (e molto) l’idea di fare una raccolta strettamente legata nelle sue poesie, il luogo (il circo), i personaggi (le stranezze) e, persino, nelle espressioni del gestore-autore.Trovo che tutto sia stato studiato nei minimi particolari e che Eretica edizioni abbia fatto un ottimo lavoro di presentazione nel cartaceo, sia di colore, che di impaginazione.

Leggere ‘Vecchio cirzo Zanin’ è come tenere in mano un lembo di quel tendone che può scoperchiare il mondo e rendere tutti un po’ più vicini. Forse al freddo, sotto il manto stellato, diciamo allo scoperto, ma con le dita a toccarsi fino a diventare tutti delle stranezze

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