‘Once upon a zombie’ vol.1 – recensione

Halloween!
Halloween è arrivato anche in questo caldo/freddo ottobre 2019! Non avevo dubbi 😉.

E cos’è migliore di una lettura originale, una tazza di té e un libro da paura?

Avete mai sentito parlare di ‘Once upon a zombie’? No? Molto male!
Vi propongo un rimedio 😙.

 

‘Once upon a zombie’vol. 1

 

Autori: Billy Philips e Jenny Nissenson
Generi: fantasy, narrativa
Casa editrice: Edicart
Formati: cartaceo – digitale
Pagine: 350 pp.

 

Trama:

Impiegabili avvistamenti nei cimiteri di tutto il mondo… Il sito web unexplainablenews.com ha riferito di strani fenomeni avvenuti nei cimiteri di Scozia, Germania, Italia e Stati Uniti. Solo una persona sa cosa sta accadendo… e perché! L’individuo in questione conosce anche l’unica ragazza potenzialmente in grado di impedire una terribile, imminente catastrofe. Ma ci riuscirà?
Fiato poco, paura tanta… Quando la mamma di Caitlin Fletcher scomparve (o se ne andò?) quattro anni prima, anche tutto l’ossigeno del mondo sembrò svanire con lei, o almeno così parve a Caitlin. Da allora Caitlin soffre di attacchi d’ansia che la lasciano senza fiato. E il recente trasferimento a Londra con il papà e la sorellina cervellona minaccia di portare con sé nuove situazioni di panico.
Ormai Caitlin va in ansia alla sola idea… di poter andare in ansia! Un tormentoso viaggio in un’altra incredibile dimensione… La vita di Caitlin prende una piega bizzarra quando si ritrova costretta con l’inganno a calarsi in una “tana di coniglio” che la condurrà in un universo fatato, assolutamente meraviglioso… be’, se non brulicasse di selvaggi zombie con gli occhi iniettati di sangue!

 

 

Recensione tanosa

 

Lo ammetto, di questo libro la prima cosa che ho notato è stata la copertina: quello sfondo tendente al blu che può sembrare un qualcosa di unito ma che se guardi bene fa già apparire i primi indizi sulla storia, Alice in bella vista troppo bianca e cadaverica per essere l’Alice che ho imparato a conoscere e il titolo: ‘Once Upon a Zombie – il colore della paura‘ ben marcato e argento!

L’accoratezza della vetrina di questo romanzo mi ha spinto a prenderlo in mano, stringerlo e ad aprirlo per leggere la copertina. È qui che ho sentito scattare la magia!

Caitlin Fletcher la nostra protagonista – è una ragazza che ha seri problemi di ansia, deve contare i quattro angoli del soffitto della propria camera prima di uscire e se non chiude bene un cassetto dell’armadio tornare indietro per accertarsi di accostarlo al meglio. La capisco. L’ansia non è una cosa su cui scherzare e, molto spesso, può essere davvero debilitante. Sopratutto se, come nel suo caso, è derivata da una grande – enorme – perdita. Una di quelle perdite che nessuno potrà mai ricucire e che per essere accettata devono aspettare che siamo noi a deglutire e a far scendere quel groppo in gola.

Non è semplice.

Perciò, un pizzico di fantasy e di favoleggiante mistero non può che farle bene, non credete?

 

 

Dal prologo si viene sospinti verso quella che è vissuta dal lettore come una favola moderna, in chiave horrror, ma non troppo.

Un mistero si viene svelando pagina dopo pagina,  rumore sinistro dopo rumore sinistro, scricchiolio di ceci sul pavimento dopo scricchiolio…

Le principesse Disney che noi tutti conosciamo sono rivisitate in modalità zombie e non è una scelta fatta a caso dall’autore, dietro ogni sua mossa c’é una regola ben ferrata di questo strano mondo che ha costruito. Il mondo dell’immaginazione è sotto attacco e una principessa dai lunghi capelli dorati è alla ricerca di Caitlin che, forse, riuscirà a stringere i denti e ad essere speciale proprio per come è fatta!
E non è questo l’importante?
La lezione più difficile che ognuno di noi dovrebbe saper imparare a memoria?
Accettarsi.
Sapersi accettare come siamo con pregi, difetti e ansie… Anzi, paure!

 

Al di là della storia fantastica è questo che, secondo me, insegna questa storia: Caitlin riflette, si muove, corre, salta, salva e viene salvata, ma c’è una cosa importante che tra incantesimi, sangue, fame da zombie, rivelazioni e identità svelate le rimane: l’essere un po’ più consapevole di ciò che ha dentro.

 

 

 

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