‘L’ultima orchidea’ di Lavinia Vi – recensione

La Pasqua è sempre più vicina, ma nonostante questo eccomi a presentarvi un romanzo che mi ha tenuto con il fiato sospeso fino all’ultima pagina 😍.

Di cosa sto parlando?
Venite più vicini che ve lo presento… 😬.

L’Ultima Orchidea di Lavinia Vi

Genere: fantasy, narrativa

Caratteristiche: 396 pp. – cartaceo – digitale

Trama: La vita di Anthea Grage è apparentemente normale. Vive a Portown, una piccola cittadina nel Maine, ha una famiglia amorevole e un’inseparabile migliore amica, Lyv, l’unica a conoscere il suo oscuro segreto. Nessun altro sa che al calar della notte i sogni di Ant sono popolati non da paure e desideri, ma dalle ombre degli eventi che devono ancora accadere. Quando uno dei suoi sogni premonitori le annuncia l’arrivo in città di un giovane misterioso e bellissimo, Noah Shane, la sua noiosa routine viene completamente stravolta. La ragazza si trova d’un tratto costretta a mettere in discussione tutto quello in cui aveva sempre creduto. Parti oscure del suo passato bussano prepotentemente alla sua porta per tornare a galla e Caleb Shane, lo scorbutico cugino di Noah, sembra conoscere proprio quei segreti che lei ignora e che desidera apprendere a ogni costo. Riuscirà Anthea a scoprire le sue origini… e a sopravvivere?

Recensione Tanosa.

📕 Entriamo nella trama

Lavinia Vi è l’autrice di ‘L’ultima Orchidea’, di questa storia intrisa di mistero sì, ma anche di una protagonista che non vuole darla vinta a nessuno. Anthea Grange sa che quando le tenebre calano, la notte giunge, lei non è più al sicuro. Non sono sogni o incubi quelli che la terrano sveglia, sarebbe troppo semplice così, ma sono avvenimenti che devono ancora accadere. Il futuro. Ciò che Anthea si ritrova a vedere è il futuro, ma la storia non sarà incentrata solo su ciò che dovrà ancora accadere e che già tiene sveglia di notte la protagonista.

Ecco perché vi dicevo che dietro ‘L’ultima orchidea’ c’è molto altro: il passato.

Dunque, di notte Anthea viene perseguita da ciò che sarà, ma di giorno è il suo passato che la farà arrivare ai ferri corti. Cosa c’è di peggio di non conscere il proprio passato? Conoscere qualcuno che sembra sapere ogni cosa, ogni minima cosa, ed è il cugino di uno strano personaggio che ha popolato i suoi sogni del futuro…

‘L’ultima orchidea’ si presenta quindi come un viaggio metaforico che Anthea deve fare per conoscere il suo passato tramite il futuro che le si presenta ogni notte… Oppure sarebbe più giusto dire che è il passato che le fa conoscere una parte di futuro… Come la si mette, ‘L’ultima orchidea’ è un mix delle sue sensazioni, di ciò che le accade intorno, della sua crescita personale… Il tutto tra passato e futuro che si ritroveranno a mischiarsi inesorabilmente…

Una delle mie curiosità più grandi, vi confesso, è stata dettata proprio da quell’Orchidea che leggete nel titolo e potete vedere nella copertina. E sì, da quell’ombra che si intravede… Wo!

📕  Descrizioni, Personaggi e Stile.

Se dovessi dirvi una lista dei personaggi principali, ovviamente, inserirei Anthea e la sua migliore amica Lyv. Vedete, lei è l’unica che sa di ciò che accade ad Anthea e che cerca di aiutarla in tutti i modi. L’amicizia non è mai da sottovalutare e Lyv ne ha dato prova diverse volte, non solo a parole.

Ahhh mannaggia che vorrei farvi esempi ma per ovvi motivi non posso. Ciò che posso dirvi è che, in generale, in questo romanzo ciò che l’autrice ci para davanti ai nostri occhi di lettore non sempre è ciò che sembra… Ci sono dei risvolti nascosti da scoprire e capire.

Lo stile di Lavinia mi è parso molto scorrevole, difatti non ci sono stati momenti in cui mi sono bloccata durante la lettura. Se guardate il numero delle pagine nella presentazione iniziale che ho fatto al romanzo vedrete che sono più di 300. Ma, posso, dirvi che – almeno per me – non sono pagine pesanti e non ci sono momenti di blocco. La trama va avanti e scorre via come un fiume in piena.

Non so voi, ma a me piace tantissimo anche la copertina!

📕 Le faccine delle emozioni.

Le faccine sono eterogenee, che bello!
Questo vi testimonia come io abbia provato diverse emozioni leggendo questo romanzo.
Sono stata molto presa dalla lettura e intenta  a fare congetture su congetture, sopratutto su Noah e Caleb, sul primo da quando si è presentato nei songi di Anthea…
Le mie congetture mi hanno portato, man mano che l’autrice girava le sue carte, ad essere sorpresa e più o meno felice di ciò che stava accadedo. Più o meno felice perché non può ovviamente andare subito e sempre come dovrebbe… Ma questo lo sappiamo già :P.

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