‘La ffilosofia di Zorba’ di Francesca V. Capone – recensioneTLS

Chi ama i gatti alzi la mano!
Immagino già che molti di voi saranno ora con le braccia alzate come se doveste aiutare Goku in battaglia, nevvero? Ma perché questa domanda?

‘La filosofia di Zorba’ di Francesca V. Capone è il romanzo di cui vi parlerò oggi e sì, al suo interno, proprio nei momenti più importanti di narrazione troviamo lui, Zorba, un gatto che ha una sua personalissima filosofia.

Caratterisiche romanzo.

Titolo:La filosofia di Zorba’

Autore: Francesca V. Capone

Genere: di formazione / adolescenziale

Caratteristiche: cartaceo – digitale – 392 pp.

Trama: Zorba è un gatto antipatico e geloso, ma è anche il protagonista di un’importante metafora di vita, quella che Tom, professore di filosofia sui generis, sta cercando di spiegare a Valeria, studentessa all’ultimo anno di liceo classico. La filosofia di Zorba è chiara e semplice: smettila di avere paura e comincia a vivere le emozioni che ti scorrono dentro. Vale ci prova ma è inevitabile: odia Massi e, purtroppo, la cosa è reciproca. I due ragazzi, tra alti e bassi, e grazie all’aiuto dei migliori amici Amy, Marti e Marco, riusciranno ad avvicinarsi. Complice anche una passione in comune: il sogno di diventare grandi scrittori. In un clima di amore/odio, si troveranno a dover partecipare insieme a un concorso letterario indetto dalla Golden Feather, una delle accademie d’arte più prestigiose del paese. Vale e Massi metteranno da parte le loro emozioni per raggiungere il sogno più grande? Vale riuscirà, trovando il vero significato della metafora di Zorba, a scavare dentro di sé e a credere finalmente nell’amore?

Recensione Tanosa.

📕 Entriamo nella trama.

Il romanzo inizia direttamente dentro la storia di Vale, la protagonista, in quella che sembra essere una normale giornata di scuola: le solite ore, il rischio di essere interrogate e uno scontro con il ragazzo più antipatico dell’intero istituto. Ma piano piano si inizia a srotolarsi quella che poi diventerà la base della trama di ciò che Francesca V. Capone ha costruito per noi lettori.

Vale dovrà imparare a conoscere quello che per lei è sempre stato il nemico, Massi. E lui dovrà sottostare a sentimenti che non pensava di provare davvero per Vale. E tutto questo in mezzo a problemi adolescenziali, amicizie messe in pericolo e a una passione cocente impossibile da spegnere.

Sarà un concorso di scrittura a far mettere in chiaro ai due che forse qualcosa in comune lo hanno e che conoscersi non è poi la fine del mondo, nonostante gli alti e i bassi che incontreranno perché diciamocelo Massi può essere davvero un stupido e lo saprà dimostrare molto bene🧐.

Come ho avuto modo di dire all’autrice grazie a instagram, c’è una cosa  che credo sia di vitale importanza parlare qui: ‘La filosofia di Zorba’ non è una storia d’amore, ma è la crescita di Vale.
Crescere è forse una delle sfide più grandi che ci appaiono davanti, il capire chi siamo, cosa vorremmo fare della nostra vita, il raccogliere forza e coraggio per rincorrerlo o, viceversa, abbandonare le armi vinti dalle delusioni e dal terrore di fallire. Vale passa tutto questo e riesce persino a superarlo. Alla fine del romanzo non avrà l’amore con la A maiuscola ma avrà capito qualcosa di cui in quel momento aveva davvero bisogno: rendersi conto di chi è e quanto vale la sua vita!

📕 Descrizione e Personaggi.

Non sempre i protagonisti sono tra i miei personaggi super-preferiti, invece ne ‘La filosofia di Zorba’ – a parte Zorba – ho ammirato la protagonista: Vale fa un percorso di crescita ammirevole e, nonostante i colpi bassi ricevuti, riesce ogni volta a rialzarsi. Certo è ammaccata e non sa quale sarà la svolta che la porterà davvero alla felicità ma sa che quella svolta esiste!

La scrittura non è solo il mezzo attraverso il quale l’autrice ci racconta la storia, ma è anche la grande passione di Vale, ciò che la condurrà dapprima a nascondersi e ad avere un nick in internet dietro cui nascondersi (vi ricorda qualcosa?) e poi a comprendere quanto questa passione sia importante. Qualcosa di così vivo da non poterne fare a meno!

Per ciò che riguarda le descrizioni, posso dirvi che Francesca C. Capone non si risparmia quando deve farci immaginare una scena, sia di routine, di emozioni o di amore tra due personaggi. Mai però cade nel volgare o nell’uso di termini non indicati per quello che sta descrivendo, ho trovato ogni cosa intrisa di passione enel giusto ordine degli avvenimenti.

📕 Le faccine delle emozioni.

 Cos’altro posso aggiungere?
Le faccine delle espressioni sono felici e sorprese, proprio come me. Sono sincera: leggendo la trama non pensavo mi sarei immersa così tanto dentro la storia di Vale e, invece, non riuscivo a staccarmi da ciò che la riguardava. Mi sentivo in ansia e triste con lei, poi felice ed emozionata!

Il far vivere le emozioni al lettore è una delle caratteristiche migliori che ho potuto scorgere in Francesca V. Capone.

Ovviamente romanzo stra-consigliato!

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