Intervista all’autore Giovanni Nikiforos

Buongiorno libromani tanosi,
pronti per una nuova intervista ad un autore appartenente al progetto di Io Leggo Autori Emergenti?

Inoltre vi ricordo che se scegliete di leggere emergente non potete non visitare la Bookshop – letture d’esordio e innamorarvi dei titoli in vendita!

Oggi vi parlerò di Giovanni Nikiforos!

 

L’intervista.

 

1. Buongiorno Giovanni, la mia Tana e i miei Libromani Tanosi siamo felici di darti il benvenuto nel blog! Per prima vorrei farti una domanda per conoscerci meglio:

come è nata la tua passione per la scrittura? Diciamo quella voglia che ti spinge a scrivere, scrivere e ancora scrivere?

 

A essere sincero, non saprei. Da bambino ero affascinato dalla lettura e dalle storie, così mi divertivo a scrivere favole e racconti. Direi che la mia attuale passione per la scrittura è una naturale evoluzione di quell’inclinazione infantile.

 

2. ‘Il lato oscuro dei frutti di mare’ è il libro di cui parleremo in questa intervista.
Com’è nata la sua storia? Hai aneddoti interessanti?

L’idea di scrivere un romanzo di fantascienza umoristica mi venne da ragazzo, dopo la lettura di quel caposaldo del genere che è la ‘Guida galattica per autostoppisti’. Ne scrissi di getto tre pagine, poi lo lasciai lì. Diversi anni dopo mi tornò alla mente quell’embrione di opera e decisi di ultimarlo.

 

 

Trama:

Può uno scalcagnato gruppo di malviventi, con esigue risorse e alleati inaffidabili, sfidare uno dei più terribili e potenti criminali del cosmo? Leggendo Il lato oscuro dei frutti di mare parrebbe di sì. Ma l’esito dell’impresa è tutt’altro che scontato e la narrazione ci condurrà attraverso una girandola di avventure eroicomiche che si dipana lungo il filo di una vendetta.

La vicenda è ambientata in un improbabile futuro, laddove lo sviluppo tecnologico ha raggiunto risultati poco plausibili e le teorie sulle leggi della fisica come noi le conosciamo andrebbero, forse, rivisitate. Non si tratta ovviamente di un’opera di fantascienza in senso stretto, bensì d’una sorta di fumetto picaresco in salsa extraterrestre, ricco di azione e situazioni spassose.

Imbarchiamoci, allora, sulla nave di questi buffi manigoldi, e vediamo un po’ che cosa succede…

 

 

 3. Nella sinossi possiamo leggere che i protagonisti del tuo libro sono un gruppo di malviventi, trovo la cosa molto interessante ed originale.

Come è stato scrivere dei ‘cattivi’ per una volta e non dei soliti eroi? Cosa ti ha spinto – se c’è stato qualcosa – a fare questa scelta?

Mi sono divertito molto a scrivere di malviventi assai scalcinati. La molla principale va ricercata proprio nella voglia di divertirmi e creare situazioni paradossali. Il punto di vista del ‘cattivo’ mi ha offerto una mole maggiore di spunti comici.

 

4. Hai prediletto la prima o la terza persona come narrante? Perché?

a prima persona, un po’ alla Chandler. In altri romanzi ho usato la terza, ma qui l’io narrante, nonché protagonista principale, ha tratti di guasconaggine e di disincanto che mi sono propri, quindi ho trovato naturale far sì che fosse lui a raccontare le strampalate avventure di questo eterogeneo gruppo di manigoldi.

 

5. Quali sono – per concludere – gli elementi più pazzi che possiamo trovare in ‘Il lato oscuro dei frutti di mare’?

Oddio, qui mi è difficile rispondere. L’intero romanzo è una miscellanea di follia e comicità, condita da qualche lieve spunto di critica sociale. Sarebbe senza dubbio più semplice elencare gli elementi che pazzi non lo sono. Tagliamo la testa al toro: leggetelo e fatemi sapere voi…

 

Con rammarico devo dirvi che alla scrittura di questa intervista, purtroppo, non ho letto 'Il lato oscuro dei frutti di mare' ma sono davvero curiosa di leggerlo! Per chi mi conosce sa anche che la colpa è di quella voce narrante alla Chandler...

Sono molto felice, comunque, di avervi presentato il suo autore. Se siete interessati al romanzo cliccate qui sotto, sulla copertina, per essere rimandati al link di acquisto!

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