‘Gli occhi degli orologi’ di Giorgia Spurio – recensione

Buondì libromani tanosi,
sapete la cosa bella della Tana, ciò che mi piace tantissimo?
Mi fa conoscere sempre delle persone fantastiche e lei ho avuto il piacere di vederla di persona ad un esame universitario. Lei è una scrittrice! Ecco uno dei suoi libri…

Titolo: ‘Gli occhi degli orologi’

Autrice: Giorgia Spurio

Editore: Il Camaleonte

Genere: Narrativa

Caratteristiche: cartaceo . 250 pp – Premio Inedito 2017 Il Camaleonte

Trama: Anno 2048. Dopo le Nuove Crociate contro il terrorismo e l’immigrazione, gli Orologi sono diventati il dio del Tempo, lo strumento di controllo dei Governi. Gli alberi cadono come polvere d’argento a causa della contaminazione dall’amianto e dalle scorie radioattive, il buco dell’ozono si è ingigantito sempre più, la terra è prosciugata. Per le strade non si vedono bambini ma emarginati, gli adolescenti si bucano, le persone sono diventate degli automi e chi si libera sparisce come i desaparecidos, il peccato di essere diventa punibile. In questo mondo post apocalittico Julienne non vuole arrendersi alla desolazione. Lotta contro se stessa per dimenticare la propria famiglia e soprattutto suo padre ridotto dalla Grande Guerra a un alieno, e rivuole la sua infanzia felice. Un pensiero su tutti la ossessiona: diventare madre tramite la clinica Le Monde, all’apparenza un motel per appuntamenti, dove incontra Frèd. Tra flashback del passato e narrazione presente, il miraggio di una via di fuga rappresentata dalle «lucciole verdi» che lampeggiano all’orizzonte.

Recensione Tanosa.

? Entriamo nella trama

Giorgia Spurio, l’autrice, è riuscita a creare con questa sua nuova storia un connubio perfetto tra ciò che fa parte della nostra storia e ciò che invece è completamente inventato dalla sua mente creativa. Ci sono state delle Crociate contro il Terrorismo che hanno sconvolto il pianeta per come lo conosciamo, gli Orologi – che di solito sono inermi e sotto il nostro controllo – qui, invece, hanno preso e continuano ad avere il sopravvento su noi umani.

Lo scenario è più che mai apocalittico e la protagonista Julienne ha deciso che non può accettare una siffatta sconfitta, no, deve trovare il modo di andare avanti e reagire. La lotta di cui noi lettori siamo testimoni, ciò per cui lei combatte, non è solamente un bene – per così dire – superiore (quindi che sicuramente farà in teoria del bene a tutti) ma è una lotta personale e intima. Conosciamo tramite le sue parole la sua famiglia, il cambiamento di un padre prima e dopo una guerra… prima della Grande Guerra il padre mai aveva osato schiafeggiare i figli…

Dico questo perché penso che i piccoli particolari che sono stati inseriti nella storia siano l’espressione di un equilibrio ben più grande che agita e palesa davanti ai nostri occhi l’intera storia di Julienne.

?  Descrizioni, Personaggi e Stile.

Cosa rappresenta per voi una via di fuga? Una fantomatica libertà?

Per Julienne sono delle lucciole verdi, quei piccoli insetti che il padre tanto odia perché si dice si nutrino di sangue. E se fossero, invece, una specie di via di fuga? Come reagireste?

Julienne si ritrova ad avere a che fare con un mondo che non sente più suo, una famiglia che deve imparare nuovamente conoscere su uno scenario che è tutt’altro che calmo: come detto sopra l’aggettivo giusto per descriverlo è apocalittico!

Le descrizioni dell’autrice sono in prima persona e ci permettono perfettamente di entrare nella storia, già dal primo capitolo ‘L’epoca degli anatroccoli’. Detto così potrebbe sembrare che gli anatroccoli non c’entrino nulla, ma vi assicuro che ogni cosa si lega alla perfezione con la trama, a volte in modo fisico altre quasi metafisico.

Lo stile scorre senza intoppi e le circa 250 pagine volano finendo quasi troppo presto. Per farvi capire il modo di scrivere dell’autrice è molto conciso, frasi brevi ma essenziali. Senza fronzoli di troppo o cose inutili da dire.

? Le faccine delle emozioni.

Nonostante Giorgia mi avesse mandato altri due suoi libri, purtroppo, ancora non ero riuscita a leggerne nessuno. Sapete, gli impegni di cui vi parlavo per cui ho messo lo stop alle collaborazioni a mo’ di recensioni… Perciò quando sono arrivata a leggere questo suo ‘Gli occhi degli orologi’ sono stata molto felice di poter leggere qualcosa di suo. Oltre a questa sensazione mi sono resa subito conto di come il testo scorresse sotto i miei occhi e di quanto la storia fosse originale. Inoltre lei ha avuto modo, sapendolo fare, di unire la storia (che amo) a degli avvenimenti che ovviamente servivano per arrivare a scrivere e descrivere la vita di Julienne e non solo.

Ve lo consiglio non alla leggera, perché potete trovare davvero tanto all’interno di questo libro!

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