Ecco a voi Luis e Anasawi da ‘Le cronache di Neméria’ di Sara Cremini

Buon lunedì libromani tanosi,
non potrete mai immaginare che cosa mi sia successo questa volta! E va bene, ve lo svelerò qui in questo articolo: qualche giorno fa sono stata invitata ad entrare nelle prime pagine de ‘Le cronache di Neméria’ di Sara Cremini per conoscere due dei personaggi che hanno dato vita alla sua storia! È stato un incontro magico e un po’… accaldato!

Ma prima, non bariamo, eccovi le informazioni generali sul romanzo.

 

Titolo:Le cronache di Neméria – La seconda rivolta degli orchi’
Autrice: Sara Cremini
Editore: Europa edizioni
Genere: fantasy
Formati: cartaceo – digitale
Pagine: 114

Trama:
Cinque razze popolano l’antico e affascinante mondo di Neméria: maghi, streghe, nani, elfi e orchi. Questi ultimi sono gli unici a non possedere alcun potere magico. Per questo motivo, il generale orco Krusher è deciso più che mai ad entrare in possesso della magia. Un potente oggetto, chiamato Token, potrebbe fare la differenza e portare gli orchi a prevalere sulle altre razze. Gli unici che possono opporsi a questo temibile nemico sono cinque giovani avventurieri: il mago Luis, la strega Anasawi, gli elfi Mairy e Kiran e il nano Gelawgi. L’esito di questo inevitabile scontro sarà nelle loro mani ed essi avranno bisogno di tutto il coraggio necessario per sconfiggere Krusher. Riusciranno a rimanere sempre fedeli ai propri princìpi? Un piccolo grande romanzo high fantasy che vi terrà incollati alle pagine, dalla prima all’ultima, con un finale improvviso e inaspettato che vi lascerà in trepidante attesa del capitolo successivo.

 

L’incontro con Luis e Anasawi

 

Mi ritrovai in una radura così bella e soleggiata da non farmi presagire ciò che da lì a poco sarebbe accaduto. Il sole era alto nel cielo, il fruscio del vento tra le foglie era in grado di calmare qualsiasi animo irrequieto e ogni tanto un abbaiare mi faceva sorridere tra me e me. Sapevo chi era a scorrazzare in quelle terre, ovviamente con il suo padrone, e percepivo che da lì a poco li avrei incontrati. Mossi il primo passo verso la direzione che presupponevo avrei dovuto imboccare, quando un ruggito violento e improvviso mi fece raggelare sul posto. Il fiato mi si bloccò in gola e le gambe smisero di ascoltare il consiglio della mia mente: corri e non voltarti indietro! Cercai, quindi, di calmarmi e di far ragionare il mio corpo, dopotutto il ringhio non era così vicino e sarei potuto scappare…
Uno sbattere di ali e una sferzata di vento mi fecero accucciare e raggomitolare su me stessa. Portai le mani a coprirmi il volto, sperando di riuscire a proteggermi da quell’attacco, ma grazie alle fessure tra le dita potei vedere cosa avevo davanti: un drago maestoso, bellissimo davvero, se non fosse per il fatto che mi stava guardando molto ma molto male. Forse avevo valicato il suo territorio, ma ehi, non essendo di quelle parti come potevo saperlo?

Il drago si alzò in tutta la sua grandezza e maestosità preparandosi a colpire, quando una voce lo distrasse e lo costrinse a voltarsi verso di lei. Feci anch’io la stessa cosa ritrovandomi a sorridere nel vedere una giovane donna con una chioma dorata a contornarle il viso e uno sguardo furente rivolto alla creatura: Anasawi era arrivata giusto in tempo e dietro di lei potei notare, con mio grande sollievo, un mago che altri non poteva essere se non Luis. La giovane strega iniziò a gesticolare per attirare ancora di più l’attenzione del drago, mentre il mago buttò giù lo strano liquido di una boccettina colorata e concentrandosi riversò tutta la sua energia sul nemico che, spaventato e oserei dire con la coda tra le gambe, si alzò in volo scappando. 

I due si avvicinarono e Anasawi mi porse una mano per aiutarmi ad alzarmi mentre era intenta a parlare con Luis: «Credo che fosse un cucciolo. Che sia il piccolo del drago da cui mi hai salvata?»
«Anche tu sei stata attaccata? E Luis ti ha salvato?»
Fu il mago a rispondere: «Siete state entrambe fortunate che fossi qui nei paraggi. Non sapete che questa è la Foresta dei Draghi?»
Anasawi sbuffò sonoramente e si portò una ciocca di capelli ribelli dietro un orecchio sorridendo: «Sei colei che dovrà intervistarci, vero? Questo genio qui, ci scommetto, si era già dimenticato del tuo arrivo!»
Luis alzò gli occhi al cielo ed evitò di rispondere, così confermai i sospetti della streghetta e mi misi in posizione da intervista prendendo il mio fidato taccuino munito di penna argentata.

 

L’intervista

 

Quindi Luis, iniziamo questa intervista, come è stato riprendere a viaggiare con una missione così importante dopo ben pochi giorni di riposo? Hai qualche idea sul perché ti abbiano richiamato? Su quale sia, in poche parole, la tua nuova missione?

 

Salve, non sono certo di essere autorizzato a rispondere alle sue domande. Dovrei prima consultarmi con Maestro Jaken. Posso sicuramente replicare a ciò che mi ha chiesto di personale, però: non ho goduto di un giorno di riposo negli ultimi ottant’anni, quindi non è un vero problema per me tornare in azione dopo poco meno di un paio di mesi di tranquillità. Devo dire, ed è difficile ammetterlo, che in qualche modo mi stavo abituando alla mia vita di riposo… Comunque, tornando a noi, penso di essere stato richiamato, per l’esperienza magica che ho acquisito nel corso di questi anni. Relativamente alla mia nuova missione, non posso dirle di che si tratta, anche se è chiaro che so bene di che si tratta e non è nulla di buono o semplice. Preferisco, in ogni caso, evitare allarmismi inutili fintanto che non è ancora trapelato quanto sta accadendo a Neméria.

 

 

E così avevi gia’ salvato anasawi dall’attacco di un drago. Certo che, almeno da ciò che tu hai detto, lei avrebbe dovuto sapere che lì avrebbe trovato quel pericolo sputa fuoco. Quale è stato il tuo pensiero nel vederla? Quanto pensi che possa parlare senza mai fare delle pause?

 

Questa si chiama Foresta dei Draghi! Secondo lei per quale motivo? È ovvio che ci vivano quelle creature. Oltretutto, praticamente ogni abitante di Neméria che sappia qualcosa di magia è al corrente delle caratteristiche di questa selva. Ciò non toglie che mi sia spaventato molto quando ho sentito un urlo provenire dalle profondità del posto. Non potevo credere ai miei occhi quando ho visto quella giovane donna che tentava in ogni modo di difendersi da quella creatura infuriata. Ho percepito immediatamente che fosse del tutto inesperta in campo magico, quindi non ho esitato ad intervenire per aiutarla. Quando siamo riusciti ad allontanare la bestia, però, la streghetta ha iniziato a parlare… ecco, diciamo che la giovane chiacchiera davvero tanto per i miei gusti… non sembra nemmeno aver bisogno di ossigeno per mettere in fila tutte quelle parole una dietro l’altra. Non dà tregua e non penso nemmeno sappia cosa significhi fare una pausa tra una frase e l’altra. Insomma, sospetto che non sia in grado di tacere nemmeno mentre dorme. Guardi ora, per esempio, mentre lei mi intervista, la strega sta chiacchierando con il mio cane Tibs… non so se sentirmi scocciato o divertito da questa cosa.

 

 

Luis si fece da parte per cedere la parola ad Anasawi che, salutò felicemente Tibs, prima di accomodarsi accanto a me sulla soffice erba della radura.

 

Ciao Anasawi – devo proprio dirtelo – mi stai molto simpatica, sai? Ho una curiosità da chiederti: com’è essere una strega? Sentirsi un tutt’uno con la natura che ci circonda? Riesci già a farlo?

 

Ma salveee, che piacere incontrarla! Mi scusi se sono tutta scarmigliata ma, sa, ho appena avuto il mio primo incontro ravvicinato con un drago… e che drago! Avreste dovuto vederlo, tutto squame e lingue di fuoco. Che poi mi chiedo, cosa diamine avrò fatto a quel poveretto per averlo fatto spaventare? Stavo camminando tranquilla nella Foresta e…zac, me lo sono ritrovata davanti tutto imbestialito! Incredibile! Beh, non del tutto incredibile, visto che il mago Luis, qui, mi ha appena informata del nome di questa Foresta e di come essa sia la casa dei draghi che vi nascono in cattività! Non faccia quella faccia, lo so che sembro un po’ tonta ma non lo sono. Semplicemente non sono molto preparata in campo magico. Sa, i miei poteri si sono manifestati da poco, ero persino convinta di essere Anamagica come gli orchi! Ahahah! Invece, sorpresa sorpresa, qualche mese fa la mia magia si è attivata! Essere una strega mi piace molto, anche se, appunto, ad oggi non sono così pratica della magia… riesco ad eseguire una buona magia di guarigione, però… infatti proprio l’altro giorno ho salvato un Cervo… si si, un Cervo, giuro! Ecco, non conosco ancora le mie vere abilità, dovrò esercitarmi tanto nei prossimi mesi. Comunque, mi scusi, qual era la sua domanda? Alcune volte parlo troppo e mi perdo nei miei stessi discorsi! Ahahah.

 

 

Secondo me sei davvero eccitata per questa tua missione, è la prima a cui prendi parte? Cosa ti aspetti da questo viaggio? Dai raccontami, non vedo l’ora!

 

Si si, ha ragione, sono davvero molto eccitata per la mia missione! Ma lei come fa a conoscerla? Va be, forse la consorella strega avrà inviato una lettera anche a lei, non so. Comunque, sono sia entusiasta che spaventata. Non ritengo di possedere nulla di speciale, eppure hanno richiesto proprio il mio aiuto per cercare di salvare l’intero mondo di Neméria. Sa che responsabilità enorme mi sento sulle spalle? Sono desiderosa di compiere questo viaggio, ma ne ho anche molta paura. È la prima volta in cinquant’anni che lascio Piana Stregata e, quindi, mi sento un po’ impaurita da tutto questo nuovo mondo che non avevo mai visto. Sono convinta che crescerò molto durante questa missione e credo mi aiuterà anche a scoprire cose di me che ancora non conosco… spero solo di non morire prima di averle comprese ecco… essendo la mia prima missione, non so cosa aspettarmi realmente: dovrò affrontare tutto da sola? Incontrerò degli amici e delle amiche? Avrò un ruolo determinante? Sarò in grado di aiutare il mio mondo? Sono tutte domande che mi faccio, anche se la maggior parte delle volte cerco di nascondere le mie paure e le mie insicurezze dietro il sorriso e le risate… quelle mi rassicurano e mi fanno sentire meglio. Io spero davvero tanto di poterla rivedere alla fine di questa avventura, per raccontarle che tutto è andato bene e che le cose si sono risolte… se così non dovesse essere, sappia che io ce l’avrò messa tutta pur di cercare di risolvere il conflitto che sta per abbattersi sulle nostre terre!

 

Ero così soddisfatta delle interviste ottenute che balzai in piedi stringendo con foga le mani di entrambi i personaggi: Luis ne rimase un po’ sconcertato, ma Anasawi era entusiasta quanto me tant’è che prima di andare mi abbracciò calorosamente. Mentre stavo tornando a ‘casita‘ mi volta per un’ultima volta per gridare: «Buona fortuna per la missione!» e salutare quei due ancora una volta…

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