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‘Dysphoria: anima infranta’ di Anna Guerra – recensione

Buon giovedì libromani tanosi,
so che questa cosa non succedeva già da un po’, ma credetevi: sto pubblicando un post al giorno da lunedì! Non sembra vero nemmeno a me, ma eccomi qui pronta a parlarvi di un altro romanzo di formazione molto delicato e sensibile al punto giusto!

 

Titolo: ‘Disphoria: anima infranta’
Autrice: Anna Guerra
Genere: narrativa – di formazione
Editore: self
Formati: cartaceo – digitale
Pagine: 113

Trama: Una ragazza si guarda allo specchio, che le rinfaccia crudelmente di avere un corpo maschile. Presa da uno scatto di rabbia, lo manda in frantumi. Tuttavia, proprio quando crede di aver avuto la meglio sul suo acerrimo nemico, quegli stessi frammenti mettono a nudo i tormenti più profondi del suo cuore. Così, tra una scheggia e l’altra, si susseguono le vicende del suo alter ego Ortica, costretto a scontare sulla propria pelle il dolore di una terribile maledizione. Un caotico dipanarsi di pensieri prende vita tra le innumerevoli visioni, che alternano momenti di assoluto dolore a sensazioni di gioiosa speranza.

 

Recensione tanosa

 

Dysporia: anima infranta‘, come i più di voi capiranno già dal titolo, è una storia di uno spirito che si trova intrappolato in un corpo non suo. Questa condizione è terribile, così destabilizzante che un cuore potrebbe perfino non resistere e scagliarsi contro quel riflesso di sé che non corrisponde con ciò che lui vorrebbe vedere. È così che inizia la storia di Anna Guerra: una ragazza manda in frantumi uno specchio e, nonostante in un primo momento le schegge sembrino non riservare nulla per lei, sarà in una di queste che il suo animo graffiato inizierà a vedere le avventure del suo alter ego, Ortica. In questo modo iniziano ad alternarsi, in un moto convulso di emozioni, momenti di vita della protagonista con che capita a questo personaggio – Ortica – che lei sente vicino ama così lontano allo stesso tempo. 

Ciò che si srotola davanti agli occhi della ragazza è straziante, confusionario all’inizio, lascia senza parole e fa scaldare il cuore fino a renderlo, in alcune parti della storia, ghiacciato. L’autrice ha la capacità di trascinarci all’interno del romanzo e di non lasciarci andare fino a che questo non è giunto alla sua fine. Con una grande capacità poetica, che si intravede sia nell’espressione delle frasi che nello srotolamento della storia stessa, Anna Guerra parla di concetti delicati in modo semplice e attento ai più piccoli particolari. Ricordate? L’essenziale è invisibile agli occhi e lei lo sa per certo?

In ‘Dysphoria’ il lettore non si limita ad osservare, ma grazie alla protagonista entra nella mente e del cuore dei vari personaggi di cui lo specchia ora ci sta narrando la storia. Come durante la visione di un film, entrambi sono però passivi: possono vedere, sentire, emozionarsi, piangere, sorridere, sentirsi diversi, senza uno scopo, inadatti, pronti a morire… Ma nessuna modifica è possibile, anche nel momento in cui ciò che l’autrice racconta ci strazia il cuore. Alla fine della storia una nuova consapevolezza prende piede, tutto è svelato e spiegato e lo specchio inizia, finalmente, a riappacificarsi con se stesso…

 

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