‘Dekameron’ di Giorgio Franceschelli – recensione

Buona domenica con un po’ di ‘Dekameron’ e una tazzina stra colma di caffè! Sì, sì, avete capito bene, oggi vi offro un po’ di ‘Dekameron’ ma con la K. 

 

Titolo:Dekameron’
Autore: Giorgio Franceschelli
Genere: avventura
Editore: Aras Edizioni
Formati: cartaceo
Pagine: 140

Trama: Una nevicata eccezionale blocca in una vecchia casa di montagna una lieta brigata di adolescenti fuggiti dalla città per trascorrere un fine settimana lontano dai genitori, dalla scuola e dalle solite cose. Dovranno cavarsela senza radio e tv, senza cellulari, senza carte da gioco, con poco cibo e quasi niente alcol. Unica bevanda disponibile: un’enorme quantità di caffè decaffeinato. C’è solo una cosa che si può fare, per ingannare il tempo: raccontarsi storie.

Recensione tanosa

Il libro si presenta con una tonalità del blu che amo più una tazzina di caffè, il cui profuma inebria molto spesso i sensi. 

‘Dekameron’ di Giorgio Franceschelli si legge tutto d’un fiato e, mentre si girano pagine dopo pagine, ci si ritrova immersi nella storia di un gruppo di adolescenti bloccato per un nevicata abbondante in una casa di montagna. Ed ecco già svelato il motivo del titolo: l’intreccio del narrato riprende quello di Boccaccio, dal suo ‘Decameron‘ qui tutto si parte. Le cose che normalmente ognuno di noi ha con sé, a partire dal cellulare, sono inutilizzabili e l’unico modo per passare il tempo è fermarsi e ascoltare.

Lo stratagemma del raccontarsi racconti a vicenda non va mai fuori moda e, anzi, può aiutare a far passare il tempo e a dimenticarsi della fame. Ah e ovviamente si ascoltano storie con l’ausilio di un enorme quantità di caffè decaffeinato che i ragazzi trovano come scorta.

I racconti si snodano uno dietro l’altro, ognuno ha qualcosa da insegnare, dal più ironico al più leggero. I ragazzi scopriranno una nuova realtà in cui ascoltare non è poi così male. E noi, lettori accaniti, insieme a loro gusteremo caffè al profumo di cantastorie…

 

 

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