‘Cicatrici d’oro’ di Annamaria Murano – Intervista

Buongiorno e buon mercoledì Tanosi, cosa ho in serbo per voi questa mattina?

Un’intervista molto importante, singolare e persino profonda per i temi che io e l’autrice andremo a toccare. Come sapete la violenza contro le donne è un argomento molto spesso dibattuto e a cui sembra sempre più lontano un appigglio o una più semplice conclusione.

Il romanzo ‘Cicatrici d’oro‘ cerca di smuovere le coscienze e far comprendere, con la propria trama, cosa è amore e cosa, invece, è solo e soltanto abuso.

 

Vediamo insieme la trama e la copertina.

 

La protagonista di cicatrici d’oro ha la sua migliore amica ridotta in fin di vita dall’ex compagno, come accade a moltissime donne che ogni giorno subiscono violenze fisiche e psicologiche.

In attesa del risveglio della donna, vengono ricordati i tanti bei momenti passati insieme all’insegna dell’amicizia: gli anni della scuola, i compleanni, le feste natalizie, i viaggi, la famiglia, la vita di tutti i giorni.

I tempi, a volte presenti a volte passati, rendono l’idea del senso di confusione della protagonista, costretta a vedere in grave condizioni la propria amica, nella speranza di una ripresa fisica ed una ancor più difficile ripresa psicologica.
Un forte NO alla violenza sulle donne si intreccia con un messaggio di solidarietà ed un inno alla vita, ai sentimenti positivi e all’amore vero.

 

L’intervista

 

1.Scrivere, veder scorrere le proprie ansie, paure, ispirazioni sullo schermo di un computer o su di un foglio di carta, si dica essere catartico e un aiuto per le mille emozioni che ognuno di noi ha dentro di sé.

Dato l’argomento molto delicato di ‘Cicatrici d’oro’, mi viene spontaneo chiederle, cosa l’ha spinta a scrivere una storia – almeno secondo me – fragile come carta velina?

 

Probabilmente l’elemento base che spinge una persone a scrivere una storia come quella del mio libro, è la sensibilità. Ho cercato un modo delicato per affrontare un argomento importante. Anche se devo dire che io non ho scritto “Cicatrici d’oro” con l’idea certa e lo scopo preciso di farne un libro. Io scrivo per passione, perché mi piace! Le faccio un esempio banale, molti hanno la passione per la cucina ma questo non significa che invitano ogni giorno persone a pranzo o a cena e non è detto nemmeno che a tutte le persone che amano cucinare viene l’idea di aprirsi un ristorante. Ciò per dirLe che il mio manoscritto nasce come un modo mio personale di dire NO alla violenza sulle donne. Poi però, quando ho completato l’opera, ho pensato che forse poteva in qualche modo “aiutare” a sensibilizzare.

 

2.<<Dovrei chiedere scusa a me stessa per aver creduto di non essere abbastanza>>

 

È questa la citazione con cui si aprono le pagine di ‘Cicatrici d’oro’, sono parole di Alda Merini, profonde e con un grande significato: tra le tante citazioni cosa ha fatto volgere l’ago in suo favore? Quanto è importante il grido di Alda in rapporto ai pensieri della protagonista del romanzo?

 

Ho scelto questa citazione perché credo sia rappresentativa del tema trattato. Purtroppo le vittime di violenza spesso finiscono con il non credere più in se stesse. La violenza psicologica rende le persone fragili ed insicure e si auto convincono “di non essere abbastanza”. Il grido di Alda Merini sposa in qualche modo lo stato d’animo della protagonista del mio romanzo che fa quasi fatica a credere che la sua migliore amica sia arrivata a pensare di non essere una persona in gamba.

 

3.‘Cicatrici d’oro’ è dal punto di vista di una donna che non subisce violenze, ma che si ritrova a vivere accanto alla sua migliore amica che ne ha, invece, diverse di cicatrici sulla pelle e sul cuore. È stata così tante volte vittime di abusi che adesso si trova in condizioni pietose…

Com’è possibile sensibilizzare davvero sulla violenza contro le donne? Può un libro farlo? Cosa avete in mente tu e la tua casa editrice per promuovere questa storia?

 

Purtroppo nessuno di noi ha una bacchetta magica in grado di mettere fine a questo triste fenomeno. Ognuno dovrebbe nel proprio piccolo, almeno provare a sensibilizzare sulla violenza contro le donne. Io ho scelto di farlo con il mio libro e spero che il mio libro possa far riflettere su tante cose. Il tema del romanzo è la violenza di genere ma non solo. Parla di una “amicizia” speciale, parla di “famiglia”, di “amore”… il mio libro è un invito verso i valori importanti. Io e la mia casa editrice speriamo di riuscire a far conoscere la storia del mio romanzo attraverso appunto un “tour” di sensibilizzazione.

 

4.<<L’opera vuole essere un modo per dire NO alla violenza sulle donne ma anche un modo per far riflettere sui valori della vita>>

Sono queste le parole con cui hai descritto il libro nella tua presentazione all’interno del sito della Santelli Editore. Una curiosità sul vostro rapporto: come vi siete incontrati e come hai scelto la Santelli per rappresentarti in questo mondo editoriale? C’entra il caso o è stato studiato a tavolino?

Avendo la passione per la scrittura ho deciso di scrivere questa storia. Ma “Cicatrici d’oro” era il MIO NO alla violenza sulle donne. Solo quando ho concluso l’opera ho pensato: ma se provassi ad inviarla ad una casa editrice per una valutazione? Potrebbe contribuire a sensibilizzare!

Così ho fatto una ricerca su internet ed ho visto il sito della Santelli Editore. Per me era importante sapere come lavorava questa casa editrice per cui prima di inviare l’opera ho deciso di fare un’e-mail a titolo informativo e loro mi hanno più o meno spiegato la loro politica. Successivamente ho inviato il mio manoscritto ma naturalmente non potevo immaginare quale sarebbe stata la loro risposta, anche perché “Cicatrici d’oro è il mio primo libro per cui non sapevo se il mio stile sarebbe piaciuto o meno alla Casa Editrice. Devo dire che la Santelli mi ha risposto dopo pochi giorni, scrivendomi che la mia opera era stata valutata positivamente e che avrebbero pubblicato con molto piacere il mio volume.

 

5.Infine una domanda sullo stile.

Grazie all’anteprima del romanzo che si può vedere all’interno del sito della Santelli Editore, ho avuto il piacere di leggere un po’ del romanzo: ho notato che è scritto in prima persona, quasi come fosse uno sfogo continuo e scorrevole direttamente nato dalle parole della protagonista.

Anche scrivere il romanzo è stato così scorrevole? O ci sono stati degli intoppi? La scelta della prima persona è stato casuale o, come penso, scelto anche per un far immedesimare di più il lettore? Dato che comunque si sta parlando di un’opera di sensibilizzazione…

Scrivere un romanzo affrontando certe tematiche non è mai semplice e scorrevole. Ma devo dire che io non ho avuti “grossi intoppi” perché mentre scrivevo mi immedesimavo e quando ci si immedesima si crea una sinergia tra l’autrice e la protagonista.

La scelta della prima persona dunque è stata una scelta casuale e spontanea.

Io, mentre scrivevo, non potevo sapere se il mio manoscritto avrebbe avuto dei lettori oltre a me, visto e considerato che l’idea del libro viene alla fine… ad opera conclusa!

Ora che la mia opera è diventata un libro, penso di poter dire che “Cicatrici d’oro” non è un libro che si può spiegare, è un libro che bisogna leggere, immedesimarsi e viverlo!

Spero che il mio libro possa lasciare qualcosa di positivo a chi lo legge. GRAZIE.

 

 

Lasciatemi ringraziare alla fine di questa intervista sia l’autrice – Annamaria Murano – che la casa editrice che mi ha coinvolto nel progetto di un blog tour per la condivisione di ‘Cicatrici d’oro’!

Vi lascio la locandina del blog tour così potrete continuare a seguire le tappe del romanzo e conoscerlo nei meandri più profondi… fino ad amarlo… fino a farlo vostro…

Se vorrete saperne di più seguite in instagram la Santelli Editore o il mio profilo, nelle storie avrò il piacere di condividere le varie tappe 💟.

 

 

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