‘Carivan’ di Antonio Nunziante – recensione

Ebbene sì, libromani vogliosi di nuove storie,
Antonio Nunziante (@il_dottor_notte) ha deciso di ascoltare nuovamente il mostro che co-abita nella sua testa e il risultato è stato un romanzo paralitico da quanto terrificante. Le sue storie ormai mi fanno questo effetto: scivolano tra le mie dita senza che possa fermarle, in un attimo sono giunta alla fine. Questa cosa mi rattrista perché vengo ogni volta sbattuta fuori con la violenza di un uragano dalle atmosfere e ambientazioni create con così tanta cura dall’autore, è quasi un’ingiustizia bella e buona. Ma d’altro canto così so per certo che le sue storie hanno il potere di appassionarmi e scorrere – litro di sangue dopo litro di sangue – fino all’inevitabile fine.

 

Caratteristiche Romanzo.

 

Titolo: ‘Carivan’

Autore: Antonio Nunziante

Genere: (ovviamente) horror

Caratteristiche: cartaceo – digitale – 378 pp.

Trama: “A Carivan si arriva per dimenticare. Oltre Carivan il nulla, una distesa di buio senza fine. Dentro Carivan la morte. Unico obiettivo: sopravvivere alle notti senza luna, mentre le creature imperversano per le strade a caccia degli esseri umani e del loro sangue.”
Sono queste le poche informazioni che gli abitanti dell’ostile città/prigione si ripetono mentre cercano riparo in ogni dove, mentre vengono imprigionati, seviziati, e mentre sperimentano livelli di sofferenza sempre più profondi. Il passato viene rimpiazzato dal vuoto. La follia diventa una figlia adottiva da accudire e venerare affinché il suo pianto non diventi la voce del suicidio, con la luce lunare come unico barlume di salvezza per chi trascina verso il martirio il proprio corpo. 

 

Recensione Tanosa.

Prima di entare nel particolare di questa recensione, quindi lasciarvi informazioni sulla trama e pareri vari su personaggi, ambientazioni e quant’altro, volevo farvi notare una cosa che ogni volta mi lasci basita: la cura maniacale che Il Dottor Notte mette in ogni più piccolo particolare delle sue creature, che sia all’interno di queste come lo stile, la suddivisione dei capitoli e la scrittura stessa o un pensare a ciò che è esterno: la copertina. Per me che ho letto tutta la storia quella copertina è la cosa più bella che si potesse associare al libro e lo dico perché so il significato di quella cassaforte, di quelle gocce di sangue e di quel simbolo che si intravede nella parte superiore… Vorrei tanto lo sapeste anche voi… Ho i brividi solo a ripensarci.

Nota a margine: la copertina è stata creata interamente da lui, proprio come quella che trovate nel suo precedente romanzo, sempre horror, ‘Seeds: sogna o muori‘.

 

📕 Entriamo nella trama.

Non c’è spazio per i ripensamenti o per fermarsi a capire che cosa sta succedendo, in ‘Carivan’ si entra direttamente dentro la scena, si ha la stessa sensazione che si avrebbe nello stare dietro a una telecamera per girare un live action. Si è in mezzo a ciò che accade. Questo nonostante la storia non sia scritta in prima persona ma in terza. Sicuramente è stato usato questo escamotage dall’autore per dar voce ad ogni personaggio indipendentemante dalla durata delle sue scene o del suo valore / importanza per la trama all’interno della storia.

Ci troviamo, quindi, a ‘Carivan’, e insieme ai primi personaggi presentati cerchiamo di capire cosa sia questo posto e sopratutto perché le persone siano portate lì e in che modalità, dato che nessuno si ricorda nulla. Ci sono degli sprazzi di memoria che ogni tanto cercano di prendere il sopravvento, ma qualcosa in quel luogo stesso fa sì che i personaggi non riescano a coglierli e a renderli stabili ne tantomeno capirci qualcosa.

Ovviamente non possono mancare delle creature spaventose, questi esseri con tentacoli, diverse malformazioni, scuri coma la pece, che si muovono e hanno come obiettivo quello di sgranocchiare tutti gli umani che non hanno trovato riparo o non sanno come evitarle. Se foste a ‘Carivan’, fidatevi, vorreste saperlo anche voi! Nello scoprire come queste creature si formino… La mente dell’autore deve aver fatto davvero delle lugubrazioni niente male 😮.

E che cos’è quella torre che si vede da lontano e da cui provengono urla, rumori e stridii?

Dietro ‘Carivan’ c’è tutto un meccanismo sadico, unto di dolore e impensabile che muove e dà vita, allo stesso modo in cui la toglie, ad ogni cosa, anche la più piccola.

 

📕 Descrizione e Personaggi.

Le descrizione di ‘Carivan’ mettono paura, sono un entrare dentro la modalità con cui Antonio ha creato la città e non è per niente senza conseguenze 😆. Si entra dentro il funzionamento, il meccanismo, insomma ciò che muove la base del perchè ‘Carivan’ ci sia ed esista. Molte di queste descrizioni sono così macabre, sanguinose e dolorose – per noi lettori ma sopratutto per i personaggi – che non riuscivo a non preoccuparmi per ciò che stava per accadere, come se dovesse quella situazione uscire dal libro e assalirmi. E non lo vorrei mai! Sarei morta mille volte a ‘Carivan’!!!

 

 

Ho deciso di postare una piccola parte, sono veramente poche righe rispetto al romanzo, per farvi conoscere sia lo stile del Dottor Notte sia avvalorare ciò che sto cercando di dirvi: ogni cosa viene detta per quella che è. Non troverete mezzi termini o frasi contorte che cercano di mascherare quanto di putrido e perverso stia avvenendo nella storia, se c’è necessità di narrare qualcosa – da scene di cannabilismo ad arti che vengono staccati dal corpo passando per manomazioni e torture – Antonio Nunziante scrive e basta.

La parola sangue è evidenziata nell’immagine per non dimenticarmi di dirvi quanto sangue ci sia in questa storia, nelle creature che quasi lo trasudano dopo averlo ingurgitato, nelle piogge di sangue e nei cadaveri ammucchiati in decomposizione in luoghi che fungono da riparo per i pochi sopravvissuti perché… Bé un perché c’è ovviamente, ma non posso certo rivelarvelo qui…

 

 

 

I personaggi, per chi ha letto Seeds posso dire che non sono così tanti, ma anche qui abbiamo diverse personalità, tutte diverse tra di loro e portate all’estremo. Non sarà un passo dopo l’altro a farci capire fin dove possono arrivare caratterialmente e fisicamente, ma conosceremo Lars, Dean e tanti altri direttamente nell’azione. Nel modo in cui agiranno, taglieranno, ammazzeranno, si salveranno o lo faranno con reticenza, insomma nel loro modo di vivere in un luogo senza veri raggi solari, ‘Carivan’.

 

📕 Le faccine delle emozioni.

Le mie faccine sono molto sorprese, agitate e di nuovo sorprese. Perché? Immergermi nel mondo del Dottore è straziante, doloroso e terrorizzante. È quel terrore che ti si lega addosso e anche far storcere il naso nel leggere lo ‘schifo’ che quei poveri personaggi dovranno affrontare. Un consiglio? Non affezionatevi… davvero. Io l’ho fatto ed è stato straziante!

 

 

Precedente #contestnatalizioTLS - due libri in palio Successivo 'La governante' di Rebecca Quasi - recensione

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.