‘Buon pranzo, buona domenica’ di Chiara Michelon – recensione

Un nuovo libro della casa editrice Ventura Edizioni, una sola storia, diversi punti di vista, ogni cosa accaduta nello stesso luogo: il cuore di chi varca la soglia della Caritas di Senigallia.

 

Titolo: ‘Buon pranzo, buona domenica’

Autore: Chiara Michelon

Collana: collezione di sabbia

Genere: di formazione

Caratteristiche: cartaceo – 128 pp.

Trama: Chi si nasconde dietro il volto di un uomo o di una donna incontrati per strada, con zaini e buste della spesa trasportati come una casa ambulante, sporchi, sudati e maleodoranti? O dietro il volto di un signore gentile che vaga per la città? Chi dietro quello di una massaia appassionata di cucina o di un giovane padre che talvolta trascorre un’insolita domenica? Questo libro prova a dare voce, in modo forte e difficilmente dimenticabile, con una scrittura serrata e coinvolgente, a queste persone, che hanno in comune una sola cosa: ritrovarsi alla Caritas di Senigallia per il pranzo della domenica, un progetto unico attivo da molti anni che coinvolge, tra ospiti e volontari, migliaia di persone.

 

Recensione Tanosa.

 

📕 Entriamo nella trama.

‘Buon pranzo, buona domenica’ è la storia di tanti volti che si ritrovano alla Caritas di Senigallia, di domenica, per consumare insieme il pasto di un giorno considerato di festa. Molte di quelle persone trovano un po’ di calore, di umanità, solo in questo giorno e sedute a quel tavolo. Riuniti troviamo senzatetto, vagabondi, rom, persone con un passato nefasto… Vagabondi che dedicano il loro tempo a coloro che a mezzogiorno e mezzo sono pronti ad assaporare i loro piatti.

Devo dire che la Caritas di Senigallia è organizzata veramente bene, si cerca di costruire un posto, un luogo di pace, in cui anche chi non ha niente, può per un giorno a settimana avere qualcosa da stringere a sè, che sia un piatto di pasta, un’ala di pollo o il poter usare finalmente un bagno pulito e al chiuso.

Fa strano e da’ orgoglio il sapere di avere una tale organizzazione non troppo lontana dalla propria abitazione, forse dovrei un giorno fare un salto e vedere come va, magari aiutare…

Ecco cosa fa ‘Buon pranzo, buona domenica’, ti fa venire voglia di toccare con mano quei sessanta e più piatti e porgerli a chi divora anche solo con gli occhi il contenuto che gli si sta porgendo.

 

📕 Chi parla nella storia

Il libro è un intero cambio di punti di vista: ci sono, difatti, cinque racconti che si susseguono uno dopo l’altro. Livia, la cuoca gentile che guida tutto e tutti; Karim, che ci racconta la sua storia di immigrato, mentre tiene per mano una ragazza appena arrivata; Amid, per tutti il Prince che riesce a mantenere, nonostante i luoghi dove dorme e vive, quell’umanità che lo contraddistingue; Luca, un papà che dona il suo tempo al pranzo della domenica, che con aneddoti ci racconta com’è per lui essere lì e cosa lo circonda e, infine, il signore gentile – il mio preferito – colui che scalda il cuore con il suo semplice osservare ciò che lo circonda.

Perchè la Caritas è un luogo di ritrovo per chi ha bisogno, non si guarda il colore della pelle, la religione, il luogo di provenienza, ma la necessità che si nasconde negli occhi di chi varca la porta dell’enorme stanza che dona calore, cibo e accoglienza.

 

📕 Le faccine delle emozioni.

Le faccine non possono che essere felici per aver scoperto una realtà che funziona e così sensibile a poco tempo di strada da dove abito. Ma anche se fosse stato lontanissimo – difatti la Caritas è un po’ ovunque – le sensazioni datemi dal libro sarebbero stare le stesse.

Trovo fenomenale il lavoro di Chiara Michelon, autrice del libro, anzi, si potrebbe dire del reportage che attraverso gli occhi dei cinque narratori riesce a far aprire anche i nostri occhi, troppo spesso socchusi o, peggio, serrati.

 

Cliccando sulla copertina qui sopra sarete riportati al link di acquisto della Ventura Edizioni, il Natale si avvicina… Buoni libri comprati in questo dolce periodo 💟.

 

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